30 mar 2016

Reazione alla muta delle emozioni • quando l'attesa è appartenenza

Una nuova reazione

Reazione alla muta delle emozioni
quando l'attesa è appartenenza

Sorseggiando il bicchiere di vino per alleviare il turbamento che iniziava a invadergli la mente, rimase a guardare dalla finestra aperta il rincorrersi delle luci che affollavano la strada sotto casa sua. Il traffico stava pian piano scemando con la notte che avanzava e i pensieri sembravano fare a gara con quelle auto; i ricordi scorrevano come i fotogrammi di un film.

Giorgio e Silvia si erano conosciuti il primo giorno d’università diventando subito amici e poi, finiti gli studi, avevano iniziato a lavorare nella stessa azienda. Dopo anni erano ancora compagni di banco nella vita. La loro era una complicità perfetta: sempre, comunque e ovunque. Sul lavoro, con gli amici, in famiglia. Le loro vite scorrevano in sincrono con un susseguirsi di gioie, dolori e di tanti momenti condivisi da non riuscire più a fare a meno l’uno dell’altra.
Tutte le persone che li circondavano avevano convissuto con quel legame pensando di intravedere qualcosa di diverso dalla profonda amicizia che li legava: il loro rapporto senza filtri alimentava l’invidia di amici e maldicenti.
Ora tutto stava cambiando… le emozioni mutavano, accrescendo in entrambi delle urgenze inaspettate.
Il vino era finito e, anche se sentiva il bisogno di prenderne ancora un po’, non gli sembrò una buona idea: doveva essere lucido per affrontare quella situazione, avere piena consapevolezza delle sue azioni.

Racconto presente nella raccolta intitolata "Reazioni" M.C.§E.H.©2016 CC-BY-NC-ND #WorkInProgressReazioni