06 set 2014

#Work In Progress • Reazioni

Reazione alla negazione dell’orgasmo
Quando un’aspettativa agita nuove reazioni
«Vai in bagno e masturbati ma guai a te se vieni. Quando torni voglio il tuo slip fradicio. Vai hai dieci minuti di tempo!» lo guardai sbigottita, lui era tranquillo come se avesse appena ordinato un caffè mentre io tremavo per l'eccitazione che le sue parole avevano risvegliato.
«Muoviti, non ho tempo da perdere. Ricorda non devi venire!» abbassò per un attimo la voce per sussurrare un ultimo ordine: «Lecca le tue dita perché voglio che tu mi dica che sapore hai. VAI!» Dieci minuti, era un tempo ridicolo per una che come me non si eccitava da anni, ma in quel momento mi accorsi che sarebbe bastato un solo attimo per godere.
Il bagno era completamente bianco, asettico, ogni oggetto era al posto giusto... niente di superfluo o troppo vistoso. Appoggiai le mani sul ripiano del lavandino per cercare di restare in piedi, ma la voce di Luca mi martellava nella mente e nella figa, minando sempre di più la mia stabilità. Fissai l'orologio, due interminabili minuti erano passati, dovevo resistere ancora un po'. Sentivo lo slip bagnarsi sempre di più: “lei” non ne voleva saper reclamava il suo orgasmo.
Con la perduta calma respirai profondamente e mi tirai su la gonna fino alla vita. Feci scivolare le dita sul bordo morbido dello slip seguendone tutto il percorso: da davanti a dietro sui fianchi, intorno all’inguine a segnare le cosce. Un dito s’intrufolò sotto la stoffa e armeggiò nell'umidore caldo...
Racconto presente nella raccolta intitolata "Reazioni" M.C.§E.H.©2016 CC-BY-NC-ND #WorkInProgressReazioni

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